STORIA DEL CALCIO VENEZIA

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Il Venezia Foot Ball Club fu fondato il 14 dicembre del 1907 presso la Trattoria “da Nane” in Calle dell'Orso, a due passi da campo San Bortolomio, da una ventina di giovani praticanti ed appassionati. Il presidente eletto, Davide Fano, era un facoltoso commerciante ebreo ed aveva solo 34 anni, molti degli altri fondatori, dirigenti e giocatori, tutti provenienti dalle sezioni calcistiche della Reyer e della Marziale erano imberbi studenti o giovanissimi lavoratori. Quel che è certo è che i ragazzi con le maglie rossoblù (il neroverde arriverà solo nel febbraio del 1911) già dall'inizio si presentano agguerriti e competitivi, non sfigurando contro le squadre venete che allora andavano per la maggiore. Infatti fu proprio il Venezia la prima società non appartenente al triangolo "Torino-Genova­Milano" a partecipare al campionato nazionale FIGC, e fu sempre il Venezia la prima formazione veneta a vincere - nella stessa stagione 1908/09 - il campionato nazionale indetto dalla Federazione Ginnastica Italiana.

 

Negli anni tra le due guerre il Venezia riesce a ritagliarsi un posto significativo nel panorama calcistico italiano partecipando in varie occasioni e con esiti sempre lusinghieri, al campionato di Prima Divisione, fallendo di poco la qualificazione al primo campionato di serie A a girone unico nel l928/29. Sono anni difficili per il club a livello economico tanto da esser costretto a cambiare denominazione sociale in “Serenissima” (dal 1930 al ‘34) per sfuggire ai creditori. La retrocessione in serie C nella stagione 1934/35, segna una svolta per il club, una sorta di "rifondazione" sia a societaria che tecnica che porta prima alla pronta risalita in serie B e poi all’avvento, dopo anni in cui sono i ras fascisti locali a tenere in vita il sodalizio, di un vero presidente, l’imprenditore di origini liguri Arnaldo Bennati.

 

Con Bennati alla presidenza, il Venezia diventa finalmente una società gestita a livello imprenditoriale e nulla viene lasciato al caso. Arrivano così una nuova sede, uno stadio moderno ed una rosa di giocatori di qualità. I risultati sono lusinghieri. Promozione in serie A nel 1938/39; sei campionati consecutivi nella massima serie culminati con la terza piazza raggiunta nel campionato 1941/42; la conquista della Coppa Italia edizione 1940/41 e raggiungimento della finale nella stessa competizione nel 1942/43; esordio in nazionale per tre neroverdi: Loik, Mazzola e Corbelli.

 

Chiusa la parentesi bellica, il ritorno alla normalità civile e sociale, coincide con la retrocessione in serie B nella stagione 1946/47 e con la definitiva uscita di scena di Bennati, segni evidenti dell’inizio di un nuovo periodo di crisi per il Venezia confermato anche dall'ultimo malinconico "canto del cigno": la partecipazione al campionato di serie A del 1949/50, in cui il Venezia colleziona una serie di risultati negativi pesante. Affidandosi a presidenti "di fortuna", alcuni dei quali buoni amministratori, ma tutti, sicuramente, poco facoltosi, il club scivola in poco tempo sino in serie C, dove vi rimane per ben quattro stagioni.

 

A riportare il Venezia alla ribalta saranno la presidenza di Mario Manera e l'avvento in panchina di Carlo Alberto Quario. Il Venezia riconquista la serie B, festeggiando così adeguatamente i primi cinquant'anni di vita. Con  l'arrivo della triade Linetti ­ Ligabue - Volpi si compie l'ulteriore salto di  qualità che permette di raggiungere nuovamente la promozione  in  serie  A  al  termine  della trionfale stagione 1960/61.

Seguono due onorevoli campionati nella massima serie, ma anche l’addio della dirigenza neroverde che aveva posto come condizione per restare ed investire sul Venezia, la realizzazione di un nuovo stadio.

 

Nei due anni successivi i neroverdi giocano due campionati di Serie B arrivando rispettivamente al 14º e 13º posto. Nella stagione 1965-1966 il Venezia, allenato dall'ex nazionale Armando Segato, va verso la serie A. In serie A il Venezia ci resta una sola stagione. Diverse le ragioni della retrocessione. Se da un lato gli imprenditori veneziani non affiancarono il bravo Mario Gatto ai vertici della società, dall'altra ancora una volta gli amministratori persero l'occasione di realizzare il nuovo stadio.  Il Venezia si ritrova in appena un anno solare, dalla serie A, stagione 1966/67, alla serie C, stagione 1968/69, per cadere addirittura in serie D nel 1976/77, ultimo anno della gestione,  quasi decennale di Bruno Bigatton.

 

Il sodalizio neroverde viene quindi salvato dal fallimento dai fratelli Mazzuccato che conducono con passione la società, disputando onorevoli campionati in C/2 fino al 1986. Al termine della stagione 1986/87 Maurizio Zamparini, divenuto nel frattempo presidente nel gennaio del 1987, riesce a realizzare un progetto di cui si parlava da anni ma da sempre avversato soprattutto dalle due tifoserie: la fusione tra il Venezia ed il Mestre

Il Venezia dunque acquista e incorpora il Mestre, modificando i propri colori sociali in arancio-neroverde e assumendo temporaneamente la denominazione Veneziamestre (non esiste, però, alcun documento ufficiale in FIGC che ne confermi il cambio di denominazione, tesi confermata dalla successiva vittoria in sede giudiziaria contro Danilo Maddalena sulla proprietà del nome Venezia), che verrà abbandonata dopo due stagioni per tornare ad il classico “A.C. Venezia 1907”. Subito conquista la promozione in C/1, dopo 3 anni quella in B e dopo altri 6 quella in A. Venezia riassapora così l'aria profumata della massima divisione dopo ben 32 anni. La nuova stagione d'oro del calcio veneziano dura però poco: il Venezia 1907, dopo tre stagioni in serie A tra il 1998 ed il 2002 ed il successivo abbandono di Zamparini volato nel frattempo al Palermo, fallisce nel 2005.

 

Risorto dalle proprie ceneri con il nome “S.S. Calcio Venezia” grazie alle famiglie Marinese e Poletti che rilevano l'intero ramo d'azienda sportivo comprensivo dei marchi e dei trofei del Venezia appena fallito, i lagunari partecipano, vincendolo, al campionato di C/2. Dopo tre anni vissuti con alterne fortune in serie C/1, la S.S. Calcio Venezia fallisce a sua volta  nel 2009 portando con se il passato e quanto rimasto dell'originale A.C. Venezia 1907.

 

Viene quindi rifondata una nuova società denominata “F.B.C. Unione Venezia” che adotta i colori sociali arancio-neroverdi unionisti del post 1987 senza però mai acquisire i titoli e le denominazioni sociali della precedente società fallita.  I marchi aziendali e le denominazioni del defunto “S.S. Calcio Venezia” e “A.C. Venezia 1907” in esso contenuti,  vengono invece acquisiti dal curatore fallimentare.

 

Il 17 maggio 2015, ovvero nel corso della stagione calcistica 2014/15 al termine della quale si sarebbe consumato il fallimento anche del “F.B.C. Unione Venezia”, l’Avv. Gianalberto Scarpa Basteri acquista dal giudice fallimentare del Tribunale di Venezia il marchio storico “S.S. Calcio Venezia” scomparso di fatto nel 2009, ma nel quale confluiscono tutti i nomi ed i loghi fino ad allora utilizzati sia dal Calcio Venezia che dal Calcio Mestre .

 

Il 10 luglio 2015 quindi, dalla volontà del presidente avv. Gianalberto Scarpa Basteri, del vicepresidente avv. Ludovica Leuzzi del Secco, dei consiglieri arch. Giorgio Scarpa, dott. Gianni Scarpa, dott. Marco Semenzato e dei tifosi veneziani di ridare finalmente alla città di Venezia una squadra che ne sapesse custodire i valori e le tradizioni identitarie, nasce il ''Calcio Venezia 1907 ASD''. Il 21 luglio 2015 la società viene affiliata alla F.I.G.C con matricola federale 943473 e il 27 luglio 2015 viene iscritta al campionato di Terza Categoria Venezia. L'esordio ufficiale avviene il 13 settembre 2015 in Coppa Provincia di Venezia contro la Polisportiva Saccafisola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VENEZIA 1907
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CALCIO VENEZIA 1907 ASD - C.F./P.IVA 04313300271

Via Gaspare Gozzi, 37 - 30172 Venezia

Matricola FIGC 943473

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